La Petite Trousse

Valencia in 3 giorni

valencia

Questa estate è stata piena di viaggi e nuove scoperte, che non vedo l’ora di condividere con voi!

Questo agosto 2014 mi ha visto protagonista di un bel giro della Spagna, poi proseguito con un mini-tour in Scozia e Irlanda per motivi “concertistici”. Quali sono state le tappe?

Valencia, Barcellona, San Sebastiàn, Bilbao, Santander, Glasgow, Belfast e Pisa… in tutte queste mete sono stata 3 o 4 giorni, quindi ho di cosa raccontarvi per vacanze da weekend o vacanze lampo!

La prima tappa è stata Valencia, come godersela in 3 giorni? Ecco qualche consiglio!

1° Giorno

Arrivare dall’aeroporto al centro cittadino è davvero semplice: con le linee della metropolitana 3 e 5 il viaggio è molto rapido ed è possibile comprare i biglietti direttamente al ticket office prima di accedere ai treni. In questa pagina c’è un pdf con gli orari aggiornati, ma non dovrebbe essere difficile “improvvisare” perché le corse sono molto frequenti.

ALLOGGIO: Ho soggiornato dal 9 all’11 agosto presso l’albergo Beatriz Rey Don Jaime, in Avenida des Baleares, molto vicino alla Città della Scienza. Il prezzo, prenotando in primavera su Booking.com, è stato di meno di 40 euro a testa in totale per due notti e tre giorni in doppia!

PASTI: Partendo da Roma con Alitalia con il volo delle 9 (120 euro compreso il bagaglio di stiva che alla fine però non abbiamo usato preferendo il bagaglio a mano, ma c’è anche Ryanair che da Ciampino costa meno anche con meno preavviso), siamo arrivate a Valencia molto affamate: prima tappa obbligatoria è stata quindi un ristorante di cui avevo letto sul forum Valenciano di Yelp: Los Viñedos in Av del Reino de Valencia, 69, a 10 minuti a piedi dal mio Hotel e a 20 minuti a piedi dalla Ciudad de Las Artes y Las Ciencias.Questo ristorante offre un Menù per 2 persone, non un menù per turisti, ma piuttosto una formula conveniente per unire a delle tapas (Patatas Bravas, noccioline tostate e salate e carciofi con prosciutto deliziosi!), un primo piatto (abbiamo scelto la Paella Valenciana che va sempre mangiata a pranzo e non a cena!) e del vino bianco. Tutto per 20 euro. los vinados ristorante valenciaLa carta vincente di questo posto sono i tavolini in strada, è conosciuto come il ristorante con la veranda più fresca di Valencia! Effettivamente in una giornata piuttosto torrida siamo stati bene.

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Valencia d’agosto sembra una delle città del Sud Italia: si svuota completamente di studenti e abitanti.Un posto in cui trovare tantissime persone, soprattutto turisti, è l’enorme complesso della Città della Scienza e dell’Oceanografico. Bellissima architettonicamente, realizzata da Santiago Calavatra, ricorda le forme degli scheletri di enormi pesci (sembra di essere nella pancia della Balena come in Pinocchio) e si estende sul fiume Turia. Una visita completa può richiedere anche una giornata intera. Per qualche cenno sull’architettura potete leggere sul sito del turismo di Valencia, ma vale la pena vederla live!

piscina valencia

L’accesso è regolato da varie formule, ho scelto quella Museo della Scienza + Oceanografico a circa 30 euro, ma prima di entrare ho bevuto una Horchata presa dal banchetto di una signora ambulante che le fa artigianalmente proprio all’ingresso della biglietteria e ho rinfrescato le gambe in una delle enormi piscine che sono parte integrante della struttura (su cui si può andare in canoa oppure giocare all’interno di enormi palle trasparenti che ti daranno l’impressione di camminare sull’acqua).

piscine valencia

 

Che meraviglia! Vi consiglio di non perdervi la Noce di Mare (Mnemiopsis Leidyi) che crea delle meravigliose scariche colorate simili ai led.

medusa

La visita al Museo è davvero impegnativa, ma strabiliante. Tra i giochi della Città della Scienza e la meraviglia di trovarsi a pochi passi da moltissime specie di animali e pesci all’interno dell’acquario si ritorna bambini godendosi tutto a bocca aperta. Squali, pinguini, flamingos e ibis… animali incredibilmente belli, purtroppo imprigionati, solo questo lascia un sapore amaro in bocca.

MOVIDA: La zona della Movida è sia nei baretti vicini alle spiagge, sia nelle discoteche rinomate, per una guida completa cliccate su vivivalencia.

2° Giorno

Il secondo giorno eravamo certe sul da farsi: mare, mare, mare! Ci siamo munite di pinne, fucile ed occhiali e siamo andate in spiaggia sulla Playa Patacona, una splendida distesa di sabbia libera, pulita e ordinata, con bagnino a proteggere gli impavidi nuotatori. Prima di tuffarci tra i cavalloni del mare tiepido abbiamo fatto una abbondante colazione da La Mas Bonita, un bar vicino alla spiaggia, popolato da camerieri e cameriere molto attraenti e con un menù pieno di delizie sia della cucina spagnola che di quella che strizza l’occhio agli Stati Uniti. Dopo un paio di cornetti a testa, una spremuta e un super frullato con frutta fresca e yoghurt siamo state pronte ad affrontare la giornata.

spiaggia

Sulle spiagge Valenciane è possibile trovare di tutto nei chioschetti, quindi non c’è da preoccuparsi per spuntini o pasti leggeri, noi ci siamo affidate alla malsana idea di comprare delle patatine fritte da un ambulante per il nostro pranzo!

 

Verso le 16 abbiamo deciso di lasciare la spiaggia per proseguire nel turismo della città. Essendoci fermate il giorno prima alla Città della Scienza e poi al mare ci sembrava di non essere ancora entrate a contatto con la nostra meta. Non mi dilungherò sui monumenti di cui potrete leggere meglio su ogni guida della città o semplicemente sulle brochure in omaggio ai Punti Informazioni per Turisti, ma delle tappe tra il Mercato Centrale, le splendide chiese, la Placa de Toros alla metro Xatàvi e la Plaza de la Virgen sono obbligatorie!mercato valencia

Per lo shopping consiglio il Paseo de Ruzafa dove è possibile trovare di tutto: dai piccoli negozi alle catene internazionali (sì, non avremmo dovuto, ma ci siamo fermate da Tiger e pur non comprando niente per non mettere alla prova i nostri bagagli a mano abbiamo desiderato tutto). Un negozio in cui volevo comprare delle Espadrillas di Outsider (un marchio che adoro) era chiuso, ma ho potuto rimediare nella tappa successiva a Barcellona!

Tra i negozi che consiglio, soprattutto in periodo di saldi, c’è la catena Natura con abiti, scarpe e accessori davvero particolari e convenienti e creati nel rispetto delle persone e dell’ambiente e per i souvenir o gadget divertenti Ale-Hop sullo stile di Tiger, ma con accessori davvero particolari come orecchini dai motivi aztechi.

PER L’APERITIVO: devo confessare un peccato, ho ceduto allo strapotere di due catene, 100 Montaditos (da poco arrivata anche in Italia) e La Sureña. Da 100 Montaditos è possibile mangiare delle mini baguette (4-5 cm) con i ripieni più assurdi tra il dolce e il salato. La domenica l’intero menù dei panini è a 1 euro, le insalate (abbondanti) a 2 euro, il vino tinto e la birra a 1,50 per una brocca e l’acqua a 1 euro. Insomma pagando 10 euro si può mangiare veramente di TUTTO. In tre abbiamo pagato circa 20 euro e alla fine ci stavamo sentendo male! Nella seconda catena il prezzo è di 4 o 6 euro per 5 bottigline di birra da 20 cl in un secchiello pieno di ghiaccio a pezzetti che le tiene freddissime. La domenica si può aggiungere un tagliere di salumi iberici o tanti altri sfizi con solo 2 euro. Capirete come è facile cedere alla tentazione!

la surena

3° Giorno

Ultimo giorno, giorno di partenza alla volta di Barcellona. Ne abbiamo approfittato per un giro alla Estación del Norte (biglietto per Barcellona 40 euro su Renfe).

 

Un posto in cui ritornare, voi ci siete mai stati? Avete voglia di andarci?

 

Valencia by night

 

 

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Ain’t we all just runaways?

Quel giorno in cui ci hanno fatto credere che avere un lavoro di ufficio sarebbe stato meglio, più utile alle nostre vite, rispetto a un qualsiasi altro lavoro fatto a contatto con la gente, per strada, bè, quel giorno si sono rubati la nostra giovinezza. “Che schifo fare il gelataio, fai il manager!”. Ci abbiamo creduto. Ed eccoci qui: le spalle piegate, vestiti scuri, cravatte fuori moda, scarpe scomode. Il traffico, i clacson, il contatto forzato.

Spuntano le rughe sul nostro viso e non a causa del Sole troppo forte che ci ha bruciato la pelle quando, incuranti dei danni dei raggi UV, abbiamo deciso di prenderlo tutto, fino all’ultima goccia.
Le zampe di gallina appaiono ai lati dei nostri occhi mentre fissiamo uno schermo, fioco, con alle spalle la finestra da cui non scorgiamo nessun panorama.
Solo palazzi. Andiamo avanti e indietro solo tra le schede dei nostri browser e il nostro corpo è immobile. Il cervello si muove, ma le gambe no.

 

Playlist di Spotify su cui ricadi cercando di sfuggire agli stessi sbagli. La costanza, come si fa a essere costanti nella noia di una vita sempre uguale?

Dov’è finita quella me che ha davvero creduto che fossimo tutti solo dei runaways?

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Dreaming California: i miei ricordi di Los Angeles

california nevada

Stamattina ho controllato whatsup mentre ero in metro e ho trovato il messaggio di una cara amica che mi chiedeva notizie su Los Angeles.
Che strano, un posto che non ho amato particolarmente mentre c’ero, in realtà mi ritorna sempre in mente, mi offre nuovi motivi per tornarci, mi fa sperare di vivere presto un nuovo sogno californiano.
Ma cosa ricordo di Los Angeles?
E’ stata un’avventura breve, ma intensa, durata solo 4 giorni: dal 1° Novembre al 4 Novembre 2013.

Sono arrivata a Los Angeles da Las Vegas grazie a un autobus Greyhound pagato 20 dollari che mi ha portato nella città delle stelle in 5 ore. Dal Nevada alla California, due stati vicini.
Considerando che nei giorni precedenti avevamo fatto a/r dal Grand Canyon in Arizona a Vegas, 5 ore erano davvero pochissime in confronto.
Ci siamo riposate durante il viaggio, ma quando siamo arrivate siamo rimaste stupite. Ho girato l’America spesso con gli autobus Greyhound e ho visto tantissime stazioni degli autobus, da quelle piu’ famose di Chicago o NYC a quelle di città più piccole come Cleveland o Columbus, ma il DISAGIO e DEGRADO di quella di Los Angeles non l’ho mai provato!
Appena arrivate avevamo anche paura ad allontanarci di un centimetro dai nostri bagagli perchè la popolazione intorno era davvero paurosa, gangster da film di Scorsese!
Nonostante il primo impatto, la temperatura mite della città e l’ora dell’oro (il tramonto) mi hanno subito convinto di essere in un bel posto. Ho chiamato un taxi e sono andata verso l’albergo: il Travelodge Hotel di Hollywood all’incrocio tra Vermont e Sunset.
Su questo albergo potrei aprire un capitolo infinito, ma la mia raccomandazione è questa: NON ANDATECI. E’ vicinissimo alla metro e per questo ha una posizione comoda per spostarsi in giro, ma la puzza di insetticida, le macchinette per le bibite mangia soldi, la piscina minuscola nel centro del parcheggio e la scortesia degli impiegati alla reception me lo hanno fatto reputare il peggior albergo in cui io sia mai stata (inclusi anche dei buchi pieni di scarafaggi in Thailandia o l’ostello di Cleveland che odiavo).

palme a L.A.

Senza perderci troppo d’animo e nonostante alcuni infortuni da “fine del viaggio” (dopo due settimane in giro per concerti e avventure varie di Vegas i nostri piedi avevano molte vesciche e problemi vari tanto da doverli ribattezzare “piedi di legno”), siamo andate a fare una prima passeggiata. Intorno all’albergo c’è una strada, Vermont Avenue, piena di ristoranti e abbiamo deciso per una pizza in una pizzeria/pub dagli interni in legno e con una cameriera proprio simpatica. L’ospitalità e il modo di fare americano nella ristorazione mi piacciono molto, sanno come guadagnarsi le mance!

Non ricordo la precisa scansione degli eventi quindi diciamo che scrivo a mò di “stream of consciuosness” le varie cose che ho visto e mi sono piaciute.

david bowie walk of fame

Sulla Walk of Fame sono stata fermata da uno dei classici promoter di tour da fare per la città con gli spot piu’ caratteristici. Bè, quella volta mi ha convinta e sono partita in una jeep senza tetto alla volta delle case delle celebrità, dei luoghi in cui sono stati girati film famosi (come ad esempio Pretty Woman) e dei punti panoramici. La cosa divertente di questo tour organizzato era che si trattava di un “rocking tour”, per ogni zona c’era una canzone!
Ho visto LA dall’alto, la scritta Hollywood, gli Studios, Mullholland drive, la casa di Michael Jackson…insomma tutte queste cose da turisti. La cosa che ho adorato particolarmente è stato guardare il panorama dall’alto. E’ una banalità, ma ci si può immaginare proprio in un film con quella sconfinata distesa di palazzi davanti agli occhi (tra cui anche il celestissimo palazzo di Scienthology).
Il caldo a novembre, il Sole, una canotta con la faccia di un gatto con il fulmine di David Bowie comprata a Las Vegas, una bottiglia di acqua fresca sotto al sediolino dell’auto, tante foto, tante risate. Che ricordi!

Sempre a proposito di punti panoramici mi viene in mente il Griffith Observatory. Avevo sentito da qualcuno o letto che bisognava andarci di sera. Ho chiamato un taxi e sono andata. Il tassista, americano quanto me, non sapeva dove lasciarmi, la zona verde del parco era in realtà una vera e propria giungla desolata, un posto in cui restare senza auto e senza telefono non era davvero l’ideale. Risultato? Ho chiesto al tassista di girare e ritornare verso Vermont (vicinissima tra l’altro)! Consiglio: andateci di giorno o se avete un’auto a noleggio.

lacma

Un’altra tappa che mi è piaciuta moltissimo è stata il LACMA con l’installazione di lampade che avevo visto in un film di Natalie Portman e con la zona vicina piena di parchi, musei e cose interessanti. Avevo voglia di vedere un quadro di Magritte che ovviamente era via per una mostra temporanea altrove, ma nel complesso il museo, soprattutto il piano dedicato all’arte moderna dell’edificio principale, è davvero favoloso.

Per la sera un’ottima attività è stata andare al Greek Theatre per vedere il concerto dei Two Door Cinema Club. Li avevo conosciuti per caso e non sapevo certo tutte le canzoni a memoria, ma nel fresco serale dell’anfiteatro è stato davvero bello vederli. Abbiamo mangiato un toast al formaggio e patatine e ci siamo godute il concerto da sedute. Che tranquillità.

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Un capitolo a parte merita Santa Monica. La sentite voi questa musica felice che parte appena si scandiscono queste due parole attaccate? Santa Monica. S a n t a  M o n i c a. Lo spelling ha lo stesso suono di una lattina di Coca Cola che si stappa in piena estate, lo stesso “splash” di un tuffo a bomba, la stessa allegria di un giro sulle montagne russe.
Ci si mette un po’ per arrivarci in autobus da Hollywood, ma è un bel giro panoramico. Si passa accanto alla chiesa dei Mormoni tra l’altro, ciao Brandon Flowers!

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A Santa Monica ti rendi subito conto di essere in un posto di mare. Il Sole brucia più forte, c’è odore di salsedine, i colori sono accesi e le palme…bè, le palme sono ovunque.
L’ultimo tratto della Route 66 finisce qui e il pontile lo celebra con uno dei cartelli più fotografati al mondo. Proprio all’inizio del pontile c’è il ristorante Gubba Gump (controllare il nome) dedicato a Forrest Gump. Ero tentata di comprare una maglia “My Mama Says I’m Special”, ma non l’ho fatto.
Non lasciatevi distrarre dalle calamite e dalle cartoline: andate verso il mare. Lasciatevi anche il coloratissimo luna park alle spalle e guardate l’oceano. Che emozione, che meraviglia, ho messo i piedi in acqua e mi è sembrato di riprendere i sensi dopo uno svenimento. Ho perfino fatto amicizia con un gabbiano.

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Quella sabbia fine, le casette dei guarda spiaggia, le onde. Ci sarà un motivo per il quale la California è il posto più desiderato da tutti!

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Ultimo ricordo LAX, per arrivarci…che traffico! Anticipatevi quando dovete andarci, code di auto così da noi non si sono mai viste neanche il 1 agosto negli anni ’90!

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I concerti che non voglio perdermi

Ho un foglietto nell’agenda con tutti i concerti che voglio vedere quest’anno fino all’estate. E’ un foglietto pieno di note, con degli appunti sui trasferimenti, sugli alberghi da prenotare, sugli sconti di cui usufruire (ho appena scoperto che avrei potuto far accreditare retroattivamente sulla mia carta Alitalia delle miglia e non l’ho fatto – dolore – ) ed è molto disordinato, così ho pensato di copiarlo qui per avere traccia degli spostamenti e dei desideri!

  • The 1975 a Roma – Blackout : Me li sono persi per un soffio sia a Las Vegas che a Los Angeles, non posso farmeli sfuggire! Suoneranno il 4 e 5 marzo in Italia, prima a Milano e poi a Roma, ma io andrò solo in Capitale. Per una volta scelgo la strada della “moderazione”, non siete anche voi stupiti? Ho preso il biglietto, ma – note to myself – mi servirà prendere il biglietto del treno di andata.
  • Editors 28/2 Bologna
  • Bastille – Milano – Forum Assago: devo dire che non li conosco benissimo, ma per quello che ho sentito sono davvero bravi ed è la perfetta occasione sia per rivedere delle amiche care sia per fare un giretto a Milano da cui manco in pratica …da quando ci abitavo (togliendo altre FULMINEE apparizioni concertifere
  • Afterhours – Roma: E’ un grande anniversario che mi riporta indietro nel tempo. Gli Afterhours suoneranno dall’inizio alla fine la tracklist di Hai Paura del Buio? Mi piacerebbe molto andarci, ma penso di sacrificare questa mini trasferta in favore di qualcosa di più “corposo”.
  • Arctic Monkeys – Londra 23/24 Maggio (doppietta): Fermatemi. Davvero, fatelo, perchè il rischio è che a breve io mi ritrovi a fare la stessa vita dell’anno scorso con i Killers e non sono né fisicamente né economicamente pronta per affrontare questa cosa! La cosa che mi blocca è che i biglietti sono finiti su ticketmaster.co.uk e i bagarini vendono i biglietti che originariamente erano a 55 sterline anche a 150 sterline! Troppo. Se uscirà una seconda ondata di biglietti ci penso, potrebbe essere fantastico.
  • Rock in Idro con Biffy Clyro, QOTSA, Pixies, Miles Kane - 2 giugno Bologna
  • Arctic Monkeys – 6/7 Giugno Germania (Berlino e Brema): No comment.
  • Arcade Fire – 24 Giugno Roma
  • Lumineers – Roma 16/7 mi piacerebbe ma si sovrappone con gli AM a Villafranca
  • Vasco Rossi a Roma
  • Bilbao BKK Festival 10-13 Luglio: Un festival favoloso con Imagine Dragons, 1975, Lumineers, White Lies e molti altri…! Sarebbe inoltre l’occasione per visitare una città che non ho ancora visto.
  • Arctic Monkeys – 12 Luglio – Dublino: No comment.
  • Arctic Monkeys – 16/17 Luglio – Ferrara e Pistoia: ho preso gli alberghi, ma non ancora i biglietti. Sono concerti nel pieno della settimana e non so se potrò spostarmi. Vediamo che succede…!
  • Bastille 26 Luglio Roma
  • Franz Ferdinand – Roma – 2 agosto

AGGIORNAMENTO:

  • Damon Albarn Roma 15 Luglio

Chi viene con me? Eventualmente vale come wishlist per il compleanno, quindi …fate voi! :D

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Prodigieux Le Parfum di Nuxe

Lo ammetto, avevo visto un’anteprima di questo prodotto a Parigi in una farmacia ed ero rimasta piacevolmente colpita. Con i soliti problemi da “bagaglio a mano/liquidi selezionati” non ero riuscita a comprarlo, anche perchè appena compro un profumo non mi è semplice separarmi dalla confezione se è carina…e avevo davvero poco spazio in valigia, ma ora che è arrivato in Italia non me lo farò sfuggire.

Prodigieux Le Parfum di Nuxe è la realizzazione di un desiderio di molte donne: poter utilizzare la fragranza dell’Huile Prodigieux sulla propria pelle.

Huile prodigieux nuxe

Le donne sono particolarmente innamorate dell’idea di lasciare un buon profumo nell’aria a ogni piccolo colpo di vento ed ecco l’occasione giusta per farlo con questa novità dei laboratori Nuxe, un profumo seducente ed elegante.

Come faccio a raccontarvi un profumo attraverso la tastiera? Vi do qualche indizio:

bergamotto mandarino fiori di arancionuxe prodigieux  rose gelsomino magnolia

Una fragranza solare con essenze di bergamotto, mandarino, fiori d’arancio,  un cuore di rose, gelsomino e magnolie e per finire?

cocco vanigliaNote di fondo di Vaniglia e Cocco.

Sembra davvero deliziosa, vero?

La trovate, al contrario di quello che si crederebbe, non nelle profumerie selettive, ma in farmacia!

In arrivo altre novità dal mondo Nuxe, restate aggiornate :-)


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Viaggiolibera.it e una local expert che conoscete bene…io!

matite collaborazione
La cosa bella del blogging è che fa nascere delle relazioni davvero carine. In uno scambio di mail con Silvia ci siamo messe d’accordo per una collaborazione. Sarò la local expert per la Campania sul blog http://www.viaggiolibera.it/ . ViaggioLibera mi piace molto sia graficamente che nell’idea che c’è alla base e vi invito davvero a fare un giro!
Tutti noi vogliamo viaggiare proprio per essere liberi in fondo!

Silvia è gentile, puntuale e competente. Davvero una garanzia!
capri.it

Questo è il mio ultimo itinerario su Capri d’inverno. La piazzetta mondana si trasforma in un luogo tranquillo, la natura si rivolta all’uomo, ma il fascino resta lo stesso di sempre, quello che ha stregato tutti da Neruda a… David Gandy nella pubblicità di Dolce e Gabbana!
E questo è il mio itinerario di Napoli scritto in collaborazione con italytraveller.com: due passi a Napoli!

 

Che ne pensate?

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Da Sepolti in casa all’abbandono del superfluo

Il superfluo

Nel cercare una foto di apertura per questo post mi sono resa conto di quanto la situazione sia grave: la mia stanza sembra davvero uscita da un episodio di Sepolti in Casa (la trasmissione di Real Time) per la quantità di cose che ho accumulato negli anni.

Continuo a comprare abiti, cd, cosmetici senza riuscire a godere dei precedenti, per la troppa bulimia da “cose”, la voglia di “roba” del senso in cui lo avrebbe inteso Verga.

cose nella testa

In ognuno dei miei tanti traslochi, ho provato un enorme sollievo nel rinchiudere in un solo bagaglio da 20/25 kg tutta la mia vita perchè è in quel caso che punti all’essenziale: sì, 25 kg in cui ci deve entrare tutto, a costo di non riuscire a salire su quell’aereo lowcost per qualche kg di troppo.

Ma di che cosa potrei fare a meno? Bè sicuramente la cosa che mi viene piu’ facile non comprare più sono i cosmetici. E allora inizio da questi.

Anni di blogging, regali, shopping sfrenato post-tutorial di youtube e il lavoro nel marketing in aziende di cosmesi mi hanno sommerso di prodotti. E’ una meraviglia, ma è arrivato il momento di buttare via almeno le confezioni “a metà”, finirle, smaltirle, liberarsi. Alla fine, le cose iniziano a possederti se non riesci ad arginare la loro presenza.

Farò un salvadanaio, tutto ciò che non compro lo tramuterò in viaggi. In fin dei conti, come diceva zio William (Shakespeare) , “Aver visto molto e non avere niente, è avere gli occhi ricchi e le mani povere.”

Di cosa mi disfo? Queste saranno le prossime vittime, sono tutti prodotti che mi piacciono molto, alcuni davvero tantissimo, ma che alterno ad altri prodotti e finisco per non buttare mai vasetti di troppo! Ve li presento:

  • Project 13 pan

Da sx verso dx:

  • Garnier Fresh – Gel Mousse Delicato: pur preferendo la versione dei detergenti con mini-scrub incorporato, questa mousse delicata mi piace molto. La utilizzo dopo lo struccante per liberare la pelle da ogni residuo di trucco e mi sembra di avere la pelle fresca prima di andare a letto. E’ un gel che crea una schiuma leggerissima una volta massaggiata sul viso. Carina, ma non penso la ricomprerò.
  • Garnier Pure 3 in 1 – Detergente + Scrub + Maschera: ho ricomprato questo prodotto penso cento volte dall’adolescenza a ora, credo ci sia qualcosa nella profumazione che crea dipendenza! Scherzi a parte lo trovo un prodotto valido, non ne capisco niente di INCI, ma l’aiuto del pubblico mi dice che non è un prodotto particolarmente salutare. Oh, di qualcosa dovremo pure morire!
  • Nuxe – Nirvanesque: di questa crema forse dovrei parlarvi nel dettaglio. E’ un sogno, una favola. Profuma in un modo che non credevo possibile per una crema ed è morbida e delicata sulla pelle. I prodotti Nuxe sono davvero il TOP secondo me, ma nelle creme viso ritrovo un’attenzione ai particolari deliziosa. Voto 10 su 10 per il packaging leggero e in plastica che rende possibile trasportarla ovunque senza avere un peso in borsa.
  • Cosmethic – Body Care Program Night Body Cream: questa crema è leggera, ma idratante, perfetta dopo la doccia perchè permette di rivestirsi subito. La profumazione è delicata, il tubetto scuro la protegge bene da umidità e luce. Me ne manca davvero poca per finire la confezione, bè, devo dire che mi dispiace!
  • Essence Show Your Feet: E’ una crema per piedini della Essence che ho comprato durante gli sconti a 99 cents. Non è male per l’inverno, ma in estate, con i piedi stressati da sandali e ciabatte da mare ho bisogno di più cura.
  • Bottega Verde – Crema Intensiva Piedi: Ho preso questa crema il giorno che sono partita per l’America a luglio. Avevo capito bene che mi sarebbe servita per le camminate lunghissime, le file ai concerti, i pestoni da rock and roll. Mi trovo molto bene perchè è anche un po’ mentolata, fresca, ma l’avevo persa tra i bagagli! Ora l’ho ritrovata e la finisco :)
  • G-Cube – Aroma Therapy Argan Oil Treatment: Ho parlato anche in un altro post di questo olio per capelli. Me ne resta davvero un goccio ed è un peccato perchè il profumo è favoloso. Lo utilizzo massaggiando i capelli con una goccia di prodotto dopo il tamponamento, prima dell’asciugatura e li disciplina molto bene. Mi mancherà.
  • Nuxe – Reve De Miel: Come dicevo su i prodotti della Nuxe sono favolosi. Questa crema mani sarebbe da spalmare su una fetta di pane per il profumo meraviglioso che ha! La sto portando in borsetta ora che lavo forsennatamente le mani dopo aver preso la metro!
  • Makeup Vario: Maybelline – Colossal Volum Express; Revlon – Beyond Natural Fondo Tinta; Revlon – Blush in Crema Photoready; Deborah correttore stick tenuta 24 h; Estée Lauder Eye Liner Marrone: tutti prodotti che amo e che ho inserito nella routine quotidiana invece di riservarli per occasioni speciali!

Vi faccio sapere tra un po’ come procede con lo smaltimento!

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Arctic Monkeys: il ritorno in Italia. Are you ready?

Arctic Monkeys

 

Chi mi conosce lo sa. Dopo un’iniziale (e un po’ spocchiosa) indifferenza, tanto da farmi stare al bar durante il concerto visto a luglio scorso a Roma, ora sono stata stregata dagli Arctic Monkeys.

Al contrario dei grandi colpi di fulmine, questa volta non mi ricordo come è successo. Deve essere stato un “ma fammi sentire un po’ ‘sto disco di cui parlano tutti” che mi ha fregato. Ed eccomi qui, ascolto in repeat AM degli Arctic Monkeys e in più programmo future trasferte per vederli in concerto.

Pensavo di andare a Londra, Berlino o Dublino a vederli, ma un po’ i prezzi dei biglietti gonfiati dalla pratica del bagarinaggio senza pudore degli inglesi, un po’ la solitudine che ricordo di aver provato a Berlino, un po’ la scomodità dei voli (sempre cari a causa delle tasse aeroportuali alte irlandesi) di Dublino mi ha fatto desistere.

Ma poi eccole lì spuntare e brillare sotto il sole di luglio due date: 16 luglio a Villafranca e 17 luglio a Pistoia.

Posti scomodi, difficili da raggiungere, ma tra i confini della mia stessa nazione quindi non potrò non esserci anche perchè questo nostro bel paesotto è così piccolino che in fin dei conti in 10 ore al max sei ovunque.

Ho prenotato gli alberghi, comprerò i biglietti e vediamo se ci riusciamo ad andare. Non si sa mai, ma farò del mio meglio per essere a entrambe le date.

Arctic Monkeys in Italia Pistoia e VillafrancaI biglietti saranno disponibili da venerdì dei punti vendita Ticketone, ma sono già online in prevendita esclusiva su Vivo Club.

Per gli indecisi lascio questo video di una versione acustica di I Wanna Be Yours:

Ci vediamo al concerto?

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Abitudini alimentari degli stranieri e belpaese (non il formaggio)

Ricetta Pasta al Ketchup

Chiunque abbia passato un po’ di tempo all’estero saprà bene come a volte le abitudini alimentari dei nostri amici di altre nazionalità possano lasciarci stupiti.

Ricordo di aver assisitito alla meraviglia della mia ex coinquilina inglese quando ha provato un piatto di spaghetti con i pomodori freschi. Vi sembrerà un clichè e invece no, dovevate esserci, davanti a quei “wow”, “devi darmi la ricetta” etc etc mi sono sentita Cracco.

La verità è che lei era abituata a lasciare la pasta sul fornello per giorni e poi a condirla con il ketchup, quindi degli spaghetti al dente erano incredibili per il suo palato da profana.

Ma come si mangia in Italia? Si prende il cappuccino a cena invece del vino? Si ordinano uova a colazione? Se avete amici che vi stanno venendo a trovare o che sono semplicemente curiosi mostrategli questa infografica carina di http://www.italytraveller.com

infografica italytraveller.com

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Instagram di Viaggio: foto di luoghi splendidi direttamente sul tuo smartphone

Instagram da Viaggio

Prima di partire per un viaggio, una delle cose da controllare è se nella valigia c’è la macchina fotografica, i rullini, per i romantici dell’analogico, o le schede di memoria di riserva per i più tecnologici.

Non si può immaginare un’avventura senza prevedere di riportarci indietro non solo momenti impressi nella nostra anima, ma anche cartoline handmade di panorami mozzafiato, sguardi personalizzati a meraviglie architettoniche o semplicemente fotografie dei nostri sorrisi e del nostro stupore davanti a delle bellezze insolite per i nostri occhi.

Da quando nelle nostre tasche ci sono gli smartphone tutto questo si sta modificando: grazie al cellulare facciamo molte più foto, non intaccando neanche troppo la qualità grazie alle capacità strabilianti di alcuni device, e le modifichiamo un po’ al volo, inserendo filtri, tagliando le parti che non ci piacciono, taggando gli amici sui socialnetwork.

Tra i socialnetwork, Instagram sta diventando un enorme album fotografico delle vacanze e dei viaggi di tutti noi.
Tramonti “nofilter”, ale di aereo viste dal finestrino in bianco e nero, monumenti colorati di rosa con il filtro “1977”? Non solo!
Tanti, anzi tantissimi, scatti condivisi con tutto il mondo grazie all’utilizzo dei tag che ci permettono di catalogare immediatamente il posto in cui siamo e inserirlo in un enorme archivio virtuale di foto.

Tutti noi siamo fotografi di viaggio nel nostro piccolo, ma c’è chi ha trasformato questa passione in un mestiere e questi sono i 10 (più un outsider) da non perdere (questa non è una classifica, ma un ordine random):

1. bipolaire61: ci sono mete tracciate al di fuori degli itinerari classici ( quelli da weekend o da vacanze in agosto per intenderci), ma che sarebbe davvero meraviglioso poter conoscere. Grazie a bipolaire61 possiamo scoprire l’artico senza muoverci dal nostro divano e sentirci un po’ in un film Disney o in un documentario di National Geographic.

bipolaire61

2. fosterhunting:  Foster era un designer di un noto marchio di moda. Due anni fa ha lasciato tutto e ha iniziato a girare il mondo. Foto di surf, accampamenti di fortuna, paesaggi spettacolari. Il vero viaggio. Senza cliché forzati.

foster

3.muradosmann: Si è sentito tanto parlare di lui, è comparso anche sui giornali nazionali per la sua iniziativa particolare: fotografa la silhouette della sua fidanzata che lo trascina per mano nelle nuove avventure. E’ un espediente che può piacere o meno, ma piuttosto che guardare il dito che indica, concentriamoci su ciò che è indicato e godiamoci le sue foto!

muradosmann

4.fourjandals: cosa significa “jandals”? E’ un modo di dire “flipflops” ovvero le odiate infradito ed è simbolo di un modo di vivere e viaggiare informale, sereno, a contatto con la natura. Foto molto varie di vita comune in giro per il mondo. La mia preferita è di un cane che si tuffa. Un vero avventuroso anche lui, a suo modo!

fourjandals

5.natgeotravel: i Signori della fotografia e nello specifico della fotografia di viaggio. 207K followers e non è certo un caso. Il profilo ufficiale di National Geographic Travel ti porta in giro per il mondo con una poetica particolare. Da sogno.

natgeo

6. packsandbunks: l’ho trovato per caso. Usa pochissime tag e questo non gli permette di avere tantissimi followers, ma le foto sono di un turismo più “comune” fatto di foto dei cibi tipici, monumenti e tour della città. L’amico in viaggio che ci aggiorna sulle sue peripezie!

packsandbunks

7. pataexplorer: 20 anni di spedizioni ai poli, nelle giungle, nei deserti.. un avventuriero che scatta fotografie meravigliose con attenzione ai dettagli, ai colori e alla natura. Viaggi sostenibili e foto da stampare.

pata

8. pausethemoment:  Ryan vive a Playa del Carmen, in Messico. Foto pieni di colori, che regalano serenità agli occhi, ma anche foto di piedi in spiaggia in perfetto trend estivo di Instagram. Quanta invidia!

pausethemoment

9. bkindler: Bjorn è un pilota. Gli scatti sono quelli di chi è abituato a volare e vede tramonti spettacolari. Panorami e dolcetti. Meraviglie per occhi e stomaco!

bkindler

10. sert_mehmet: Instagram e pagina FB frequentatissimi. L’ho lasciato per ultimo, ma è uno dei miei preferiti. Prendetevi il tempo per dare uno sguardo. Non voglio darvi altre anticipazioni, ma vi rifarete gli occhi.

sert

…per ultimo, fuori dalla top ten, vi segnalo il mio profilo @cristinapinkfountain viaggio molto, soprattutto tra Europa e America e cerco di fermare gli attimi migliori dei miei viaggi! Ditemi cosa ne pensate con un commento su Instagram!

cripinkfountain

Voi quando viaggiate che foto scattate? Segnalatemi i vostri profili!

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